Nel cuore delle valli tra le province di Ravenna e Ferrara, all’interno della parte romagnola del Parco del Delta del Po, si trova un angolo di paradiso quasi incontaminato che in pochi conoscono.
Si tratta di un lembo di terra battuta dal vento e bagnata dalle calde acque salmastre delle Valli di Comacchio: è la Penisola di Boscoforte, un antico cordone dunoso formatosi in epoca etrusca grazie agli elementi della natura di queste zone come l’acqua, la sabbia e il vento.
Questo relitto dunale, preservato e incontaminato grazie ad anni di chiusura al pubblico, “sorge” parallelamente dell’Argine Agosta, la famosa strada panoramica che collega Comacchio ad Anita, una piccola frazione del comune di Argenta.
Tale penisola, un vero unicum nel suo genere, si protende in queste vaste valli per circa 6,5 km in lunghezza, ricoprendo una superficie di circa 250 ettari.
Grazie alla presenza canali e di un piccolo specchio di acqua dolce al suo interno, alimentati grazie a un sifone dal fiume Reno (ex Po di Primaro), si è venuto a creare un ecosistema estremamente ricco di biodiversità, tale da permettere la presenza di varie specie vegetali e animali anche assai rare.
Nell’area abbondano la canna palustre, le tamerici e i salicornieti, in grado di accogliere molte specie di uccelli sia stanziali che migratori, come i maestosi fenicotteri rosa, le volpoche, i cavalieri d’Italia, le avocette, le spatole e tante altre ancora.
Tra i rettili in particolare è anche possibile scorgere la rara e protetta testuggine palustre europea “Emys orbicularis”. L’incontro forse più suggestivo e inaspettato rimane però quello con i cavalli Camargue Delta, che vagano ormai da molti anni allo stato brado su questo lembo di terra così antico e suggestivo.
Altro aspetto da non dimenticare è la storia di questo territorio. Durante il Secondo Conflitto Mondiale, la Penisola di Boscoforte fu teatro di sanguinosi combattimenti: per più di 3 mesi qui stazionò il fronte di guerra, culminando nella famosa Battaglia delle Valli.
Proprio su questa penisola era dislocato il distaccamento partigiano “Colonna Wladimiro”, così chiamato dal nome di battaglia del suo comandante, Mario Verlicchi. I ricordi di tali avvenimenti risuonano nelle parole di Batòno, al secolo Elio Ghiberti (classe 1928), residente nella vicina località di Sant’Alberto che proprio a Boscoforte è vissuto fin da bambino, e ancora oggi è appassionato costruttore di esche e modellini in legno di anatre e barche tradizionali.
È possibile accedere alla Penisola di Boscoforte con una serie di visite guidate organizzate dal Museo NatuRa di Sant’Alberto, in giornate prestabilite e accompagnati da esperte guide ambientali.